giovedì 29 gennaio 2015

Previsioni oro, cosa sta accadendo grazie alle banche centrali...

Tempi di novità per gli investimenti in oro, principalmente indirizzate dai comportamenti assunti dalle principali banche centrali. Sulla base di quanto sopra, e verificato anche quanto avvenuto nel mese di dicembre, quando il Quantitative Easing non era ancora formalizzato, e quando la Banca centrale svizzera non aveva ancora deliberato le proprie decisioni sul cambio del franco, sembra proprio che il metallo prezioso possa presto tornare al centro delle attenzioni degli investitori internazionali, pronti a far lucro su una materia prima che negli ultimi anni ha vissuto un’altalena di emozioni (e di quotazioni) particolarmente rilevante.

Ma andiamo con maggior ordine. Lo scorso mese le banche centrali di Russia e Olanda hanno fatto incetta di oro, andando a comprare metallo prezioso in grande quantità, e aggiungendo 30,34 tonnellate alle loro riserve, che già prima di questa nuova fase di shopping erano già di per sé particolarmente consistenti. 
Gli interventi posti in essere dagli istituti monetari sembravano giustificare la ripresa delle quotazioni, che dopo esser scese fino a quota 1.150 dollari l’oncia nel mese di ottobre (praticamente, un valore appena sufficiente per coprire i costi di estrazione dei principali produttori) sono poi tornati verso quota 1.300 dollari l’oncia. 

Ebbene, tra i due comportamenti quello più sorprendente è certamente quello di casa nostra. Se infatti la politica avviata da Mosca non stupisce, quella olandese è più sorprendente, visto e considerato che l’incremento di 300 mila once (complessivamente, un totale di 20 milioni di once, 622 tonnellate) rappresenta infatti il primo incremento delle riserve auree dei Paesi Bassi mai avvenuto dagli ultimi anni dello scorso millennio.

Fondamentalmente, la mossa compiuta nelle ultime settimane conferma quanto sia ampio l’appetito delle banche centrali nei confronti del metallo prezioso.Infatti si sono mosse sul mercato in maniera molto convinta nei confronti dell’oro anche le banche centrali di Kazakhstan, Malaysia, Bielorussia, Grecia, Kirghizistan e Serbia. Una stagione di shopping ancora a buon mercato, che nel corso dei prossimi mesi potrebbe contribuire a rinvigorire il prezzo del metallo prezioso, verso quotazioni dimenticate da tempo, e verso previsioni che potrebbero sorprendere gli analisti più pessimisti.

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